Caso della dottoressa Elisa Ruiz de la Cuesta
Il caso completo può essere visualizzato nel App SurgSchool, dove la Dott.ssa Elisa Ruiz de la Cuesta (Ospedale Universitario Miguel Servet, Saragozza, Spagna) mostra in dettaglio la Rimozione del serbatoio venoso impiantabile tramite accesso giugulare, una procedura comune in radiologia interventistica dopo il completamento dei trattamenti oncologici o in caso di complicazioni legate ai dispositivi.
Rimozione del serbatoio venoso impiantabile: indicazioni e contesto clinico
La rimozione di un catetere venoso sottocutaneo (port-a-cath) è una procedura comune nella chirurgia interventistica non vascolare. Le principali indicazioni includono:
- Completamento del trattamento sistemico (chemioterapia)
- Infezione del dispositivo
- Disfunzione o trombosi associate
- Dolore o complicazioni meccaniche
In questo caso, la Dott.ssa Elisa Ruiz de la Cuesta affronta il ritiro da accesso giugulare interno destrouna strategia che consente il controllo diretto del percorso intravascolare del catetere.
Pianificazione e controllo ecografici dell'accesso giugulare
La procedura inizia con l'identificazione ecografica della vena giugulare interna, che consente un accesso sicuro e riduce al minimo il rischio di complicazioni.
L'utilizzo dell'ecografia in tempo reale è una pratica standard nella radiologia interventistica e consente di:
- prelievo venoso di precisione
- Evitare le strutture adiacenti (arteria carotide, nervi).
- Riduzione di complicazioni quali ematomi o punture arteriose.
La dottoressa Elisa Ruiz de la Cuesta esegue la puntura sotto guida ecografica diretta, stabilendo un accesso stabile per il controllo del catetere.
Tecnica di rimozione del serbatoio endovascolare
Una volta ottenuto l'accesso giugulare, si procede alla cannulazione del sistema venoso centrale. L'obiettivo è quello di catturare ed estrarre il catetere dal serbatoio in modo controllato.
La tecnica comprende:
- Introduzione del filo guida intravascolare
- Utilizzo di sistemi di trappole, se necessario
- Distacco del catetere da possibili aderenze
In questo contesto, la dottoressa Elisa Ruiz de la Cuesta dimostra una tecnica precisa, evitando trazioni improvvise che potrebbero causare la rottura del catetere o l'embolizzazione di frammenti.
Gestione del tratto sottocutaneo e rimozione del serbatoio
Il serbatoio sottocutaneo viene dissezionato simultaneamente o in sequenza. Questa fase richiede:
- Incisione in corrispondenza della cicatrice precedente
- Rilascio del serbatoio dalla sua capsula fibrosa
- Estrazione completa del sistema
Il controllo dell'estremità intravascolare tramite accesso giugulare offre maggiore sicurezza, soprattutto nei casi in cui si sospettino aderenze o fragilità del catetere.
Controllo delle complicanze e verifica finale
Uno degli aspetti fondamentali è garantire la completa rimozione del dispositivo. La dottoressa Elisa Ruiz de la Cuesta conferma:
- Integrità del catetere
- Assenza di frammenti residui
- Chiusura corretta dell'accesso venoso
Il controllo fluoroscopico può essere utilizzato per confermare l'assenza di materiale intravascolare residuo.
Vantaggi dell'approccio tramite accesso giugulare
L'accesso giugulare interno offre diversi vantaggi nella rimozione dei serbatoi:
- Controllo diretto del sistema venoso centrale
- Maggiore sicurezza nei casi complessi
- Possibilità di intervento endovascolare in caso di complicanze
Questo approccio è particolarmente utile in situazioni in cui il catetere presenta aderenze o rischia di frammentarsi.
Considerazioni tecniche in radiologia interventistica
La rimozione dei port venosi, sebbene considerata una procedura minore, richiede una tecnica meticolosa. L'esperienza della dottoressa Elisa Ruiz de la Cuesta lo dimostra.
- L'importanza del monitoraggio ecografico
- Il valore dell'accesso endovascolare complementare
- La necessità di evitare manovre aggressive
La conoscenza del comportamento a lungo termine dei cateteri, inclusi fibrosi e aderenze, è fondamentale per la pianificazione della procedura.
Ruolo delle procedure interventistiche nella gestione dei dispositivi venosi
La radiologia interventistica Svolge un ruolo fondamentale non solo nel posizionamento, ma anche nella rimozione e nella gestione delle complicanze dei dispositivi venosi centrali.
Procedure come questa riflettono l'evoluzione verso tecniche minimamente invasive, con minore morbilità e maggiore controllo intraoperatorio.
La tecnica dimostrata dalla dottoressa Elisa Ruiz de la Cuesta rappresenta un approccio sicuro e riproducibile, in linea con le migliori pratiche attuali nell'ambito degli interventi vascolari.

