Approccio endonasale all'emangioma cavernoso orbitale

Del Dott. Juan Maza-Solano

L'emangioma cavernoso orbitale (OCH) è un tumore vascolare benigno, a crescita lenta, che rappresenta il 9,5%-15% delle lesioni espansive primarie dell'orbita, con un picco di incidenza intorno ai 40-50 anni di età. La proptosi di lunga durata è il riscontro clinico più comune. In questo articolo esploreremo l'approccio endoscopico endonasale come tecnica sicura ed efficace per il trattamento dell'HCO, con particolare attenzione alla chirurgia eseguita dal Dott. Juan Maza-Solano, In collaborazione con il Dott. Ariel Kaen, che puoi vedere nel App di formazione chirurgica SURGSCHOOL, disponibile per iOS e Android.

Esplorazione dell'approccio endoscopico endonasale: progressi nel trattamento dell'emangioma cavernoso orbitale

L'approccio endoscopico endonasale è diventato una tecnica chirurgica di primo piano per la rimozione delle lesioni orbitali, soprattutto nei casi di emangiomi cavernosi. Questo approccio offre numerosi vantaggi, tra cui una minore morbilità, una ripresa più rapida e una migliore conservazione della funzione oculare rispetto alle tecniche chirurgiche tradizionali.

La procedura inizia con l'esposizione completa della lamina papiracea, consentendo un accesso adeguato al sito del tumore. Per garantire uno spazio di lavoro ottimale, si esegue un'etmoidectomia completa e un'alesatura del processo orbitario palatino. Durante la dissezione è fondamentale interrompere con attenzione il sacco lacrimale per evitare l'epifora postoperatoria.

Una volta esposto il sito del tumore, si apre la lamina papiracea, medializzando la lesione e rendendola accessibile all'escissione endonasale. Il tumore è localizzato tra i muscoli obliquo superiore e retto mediale, quest'ultimo spinto posteriormente per facilitare la dissezione.

Durante la rimozione del tumore, viene eseguita una dissezione meticolosa per preservare il piano della superficie fibrosa dell'emangioma, il che aiuta a prevenire il sanguinamento dai rami collaterali dell'arteria oftalmica. Il tumore viene rimosso in un unico blocco attraverso la narice, garantendo la rimozione completa e la minima manipolazione dei tessuti circostanti.

Una caratteristica degna di nota di questa procedura è che il sito chirurgico rimane esangue, riducendo al minimo il rischio di complicazioni intraoperatorie e accelerando il recupero postoperatorio. Per prevenire eventuali sanguinamenti residui, il sito chirurgico viene riempito con un materiale riassorbibile come Surgicel.

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